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Terme di Viterbo - Le caratteristiche delle acque termali
Sorgenti termali Massi di S. Sisto:
Sono situate all’estremità meridionale del bacino,
allo svincolo della Superstrada Orte-Viterbo, uscendo da Viterbo
in direzione di Vetralla sulla S.S. Cassia Sud (Località
Palliano).
Sono anch’esse luogo di ritrovo per i bagnanti che,
grazie alla elevata temperatura dell'acqua, giungono da tutto
il mondo anche in inverno.
Altre sorgenti ipertermali minori presenti nel territorio
viterbese, e in qualche caso ormai interrate, sono il Troscione,
S. Albino, Gigliola, Uliveto, S. Valentino, S. Giorgio, Crociata,
della Grotta, Piazza d’Arme, Asinello, S. Cristoforo,
e infine altre emergenze localizzate all’interno dell’area
militare.
Cenni storici
L'abbondanza di sorgenti termali alle falde dei Monti Cimini
(Viterbo) è dovuta all'attività residua sotterranea
di antichi vulcani. L'utilizzo di queste fonti, le cui acque
hanno notevoli proprietà terapeutiche, è iniziato
in epoca Etrusca, ma è solo in seguito alla conquista
dei Romani che in prossimità delle sorgenti furono
edificate delle grandi strutture termali di cui ancora oggi
è possibile vedere le vestigia. Si racconta che ben
14 stabilimenti termali tra pubblici e privati esistevano
in epoca Romana lungo la via Cassia, strada che congiungeva
Roma all'Etruria centrale. Tra questi stabilimenti le terme
di Palliano erano le più note. Oggi queste terme sono
conosciute col nome di Massi di San Sisto.
Proprietà terapeutiche:
Grazie alle caratteristiche chimico-fisiche delle acque ipertermali
solfato-carboniche, le acque dei Massi di San Sisto possono
avere molteplici utilizzazioni in terapia termale.
Maggiormente noti sono i benefici all'apparato respiratorio,
locomotore, e le malattie della cute.
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