Terme di Viterbo
Terme di Viterbo
Storia delle Terme di Viterbo
il bacino termale delle terme di viterbo
caratteristiche delle acque termali delle terme di viterbo
Le terme dei papi di viterbo
Cure termali alle terme di viterbo
Mappa delle terme di Viterbo
Immagini delle terme di viterbo
 

 

Le Terme di Viterbo - Il bacino idrotermale

Bagnaccio
Si raggiunge la zona percorrendo la via Cassia nord, deviando al km 88 in direzione Marta; dopo 1 km voltare a sinistra su una strada sterrata che conduce sul posto. Oltre a dei ruderi romani nei dintorni, ci sono tre grandi vasche che raccolgono le acque termali delle sorgenti e nelle quali è possibile bagnarsi. Nella stessa zona si trovano anche altre sorgenti, come quella del Bacucco o quella della Colonnella.

Le sorgenti del Bacucco-Bagnaccio e del Bulicame, con la loro acqua a 58°C, sono le più importanti dei circa sedici siti termali che si ripartiscono nei dintorni di Viterbo mentre le risorse termominerali dello storico bacino di Viterbo, sono senza dubbio tra le più preziose e vaste d'Italia. In particolare queste del Bagnaccio sono raggiungibili da Viterbo portandosi sulla S.S. Cassia Nord, deviando per Marta. Dopo circa due chilometri sulla sinistra è visibile un rudere di epoca romana. Percorrere la stradina non asfaltata antistante la costruzione per circa 500 metri.

Le origini dello sfruttamento a fini terapeutici e di bellezza, risalgono al periodo Etrusco-Romano (III sec. a.C.). come attestano gli scritti di Strabone, Tibullo, Simmaco, Marziale e Scribonio Largo, medico dell'imperatore Tiberio.

Da sempre le cosiddette “Pozze”, alimentate da queste sorgenti, sono di libero accesso a quanti vogliono immergersi nella calda e rigenerante acqua, in piena ma rispettosa libertà.

In particolare l’area cosiddetta del Bagnaccio, è caratterizzata dalla presenza di due imponenti strutture, dette rispettivamente Lettighetta e Bacucco. Si tratta di strutture murarie, costituenti con tutta probabilità edifici termali di epoca classsica.
Le strutture attualmente, risultano “spoliate” delle decorazioni e di buona parte degli elementi architettonici. Versano in precario stato di conservazione, aggravato dall’assenza di aree di rispetto, rispetto alle coltivazioni agricole. Inoltre, nel caso delle strutture del Bacucco, la vicinanza di tralicci per la corrente elettrica, condiziona pesantemente il corretto “sviluppo del paesaggio storico”.
Attualmente non risulta che le strutture archeologiche siano oggetto di iniziative di studio, né di azioni di valorizzazione e conservazione. Attualmente non vi è alcuna pannellistica di segnalazione.

Le Terme del Bacucco, a cui si riferiscono due disegni particolareggiati di Michelangelo Buonarroti disegni durante uno dei suoi viaggi in zona, probabilmente erano il centro termale più importante, come risulta dai ritrovamenti effettuati durante gli scavi del 1835. In zona, oltre ai resti di una villa romana, vi sono le sorgenti del Bagnaccio, nei cui pressi si trovava l’importante stazione romana di Acquae Passeris, riportata nella tavola Peutingeriana, antica mappa dove figuravano tutte le vie militari romane.

Quest’area comprende diverse sorgenti, sia ipertermali (65-66°C) che ipotermali (23-29°C), accompagnate da notevoli emissioni di gas. Le cinque vasche ospitano in ogni stagione numerosi bagnanti.

Anche qui è possibile bagnarsi in inverno vista l’elevata temperatura dell’acqua termale.
La distanza dal centro di Viterbo è di circa 8 Km. Per questo centro non esiste servizio bus di linea. Nelle vicinanze del centro termale del Bagnaccio non ci sono strutture di accoglienza né Bar Ristoranti.
Peraltro la distanza da Viterbo non è molta e si può quindi tranquillamente far base in Città per dormire e per la cena (numerosissimi sono i bed and breakfast e i ristoranti-pizzerie) per poi godere delle pozze del bagnaccio durante il giorno o in prima serata (d’estate è molto gradevole fermarsi a fare il bagno termale dalle 19 fino all’imbrunire).

Acque ipertermali delle terme di Viterbo:
Bulicame: È la sorgente viterbese più nota, ha una temperatura di 55°C ed affiora in un laghetto formato da un profondo cratere naturale. Posta al centro dell’omonimo parco tra la Strada Tuscanese e la Strada Bagni, alimenta tre vasche frequentate da bagnanti. A sinistra della sorgente una stele riporta i versi della Divina Commedia dantesca in cui è citato il Bulicame. Di fronte all’entrata del parco, inoltre, è possibile visitare il rigoglioso Orto Botanico dell’ Università degli Studi della Tuscia.

Sorgente delle Carletti:
Manifestazione ipertermale costituita da due sorgenti con caratteristiche simili a quelle del Bulicame e situata alla convergenza della Strada Bagni con la Strada Tuscanese. Ha una temperatura di 58°C, ed alimenta diverse vasche che sono la meta privilegiata di molti bagnanti.
Bacucco: Poste al limite settentrionale del bacino termominerale lungo la Strada Martana, queste sorgenti, dalla temperatura di 39°C e non più visibili in superficie, hanno attualmente una scarsa portata; in tempi remoti però erano molto più rigogliose, come testimoniano i resti dei maestosi edifici termali romani presenti nelle vicinanze.

Altre sorgenti ipertermali minori presenti nel territorio viterbese, e in qualche caso ormai interrate, sono il Troscione, S. Albino, Gigliola, Uliveto, S. Valentino, S. Giorgio, Crociata, della Grotta, Piazza d’Arme, Asinello, S. Cristoforo, e infine altre emergenze localizzate all’interno dell’area militare.

Acque termali e ipotermali di Viterbo:
La sorgente attualmente di maggior rilievo tra quelle appartenenti a questa categoria è la Fonte Acqua Rossa, falda ipotermale (22-24°C) particolarmente ricca di acido carbonico (presente puro al 99%). Situata al di fuori del bacino termale propriamente detto, si trova al km. 6 della Strada Teverina,vicino a pozzi di epoca romana.

Altre sorgenti termali viterbesi minori sono:
l’Acqua del Molino, carbonico-ferruginosa, localizzata a valle dell’Acqua Rossa;
la serie di sorgenti fredde presenti in Località Solfatara, a nord di Ferento, che hanno un elevato contenuto di acido carbonico ed esalano idrogeno solforato; queste acque, di portata modesta, si raccolgono in una specie di laghetto dove si evidenziano depositi ferrosi e solfurei;
la Milza, carbonica, situata lungo la Strada Bagni e attualmente non più visibile in superficie;
la Magnesiaca, carbonica, posta alle spalle dello stabilimento termale “Terme dei Papi”;
la Ferruginosa, detta anche Bagno del Papa, localizzata anch’essa all’interno delle “Terme dei Papi”; questa, captata attraverso un pozzo in muratura, presenta una notevole quantità di idrossido di ferro.

Un’ulteriore tipologia di acque è rappresentata da quelle medio-minerali:
Tra esse la più rilevante è la sorgente Pisciarello (15°C), che, dalla località omonima, viene convogliata fino a una fontana sita nella piazza principale di Bagnaia (frazione di Viterbo) ed è utilizzata dalla popolazione locale per le sue straordinarie proprietà diuretiche.

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